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Full text of "Enea in Cartagine - Ballo tragico in cinque atti"

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E NE. A 
IN CARTAGINE 
BALLO TRAGICO 


IN CINQUE ATTE 
Composto 
DA LORENZO PANZIERI 
DA RAPPRESENTARSI 
NEL NOBILE TEATRO 


DI TORRE ARGENTINA 
Nel Carnevale 1807. 


an 


IN ROMA. 


" 


Si stampano, e vendono nella Stamperia di 
Gioacchino Puccinelli vicino la piazza 
di Sant Andrea della Valle. 


Col permesso de’ Superiori . 


AL RISPETTABILISSIMO PUBBLICO. 


I, nuovo Ballo , che lo l’onore di pre 
sentarvi potrà a taluno sembrare lo stesso 
Soggetto trattato con tanto. felice succes 
so dall’ immortal Metastasio, ma pure 
non é quello. Piacque a quel sublime in- 
gegno di formare nel suo Dramma della 
Didone degli episodj , che non poco si di- 
scostarono da quanto. il divino Virgilio 
immaginò nel primo, e quarto libro della 
sua Eneide Una tale sua idea meritamen= 
te riscosse gli applausi di tutta l’Euro- 
pa; e per l'interessi degli affetti, e per 
da bellezza dello spettacolo fu tante volte ri- 
petuto sù tutte le Scene 5 anzi eccellenti Mae- 
stri dell’arte del Ballo con pari evento 
l’imitarono ancora nell’ Eroico-pantomimi- 
che. All’ opposto avendo io rinvenuto nell 
originale delle bellezze , e delle novità non 
mai trattate da altri , e non volendo incor- 
rere. nella traccia di valermi. delle ‘altrui 
produzioni‘, ho preferito di adattarmi piut- 
tosto alle idee del Mantovano Poeta + 

Se ho saputo riuscire nell'impegno; toc- 
ca a voi il giudicarne . E qualora questa 
inia debole fatica verrà da voi compatita, 
saranno coronati È mieî voti, e riceverò 
un dolce compenso alle pene, € travagli, 
che prendo per ben servirvi. 


IL COMPOSITORE. 


PERSONAGGI. 


DIDONE Signora Antonia Trabattoni \ 
ANNA Signora Elisabetta Stefanini 

ENEA. Signor Filippo Bertini 

ASCANIO Teresa de Renzi 

ACATE' Signor Luigi Montani 

SERGESTO ) 

ANTEO ) Compagni di Enea 

ILIONEO  ) 

FOLCARE Signor Francesco Laneri 

OMBRA DI ANCHISE Signor Gaetano Gherini 
Nobili Cartaginesi d’ ambo ui Sessi 

Soldati Cartaginesi 

Soldati Trojani 

Cavalleria Cartaginese 


PIEVE TRA: 
GIOVE Signor Domenico Turchi 
GIUNONE Signora Elisabetta Stefanini 
VENERE Signora Maria Brestiani 
AMORE Signor Paolo Sarti 
IMENE Signor Luigi Montani 
NELTUNO signor Gaetano Gherini 
MERCURIO Signor Francesco Laneri 
MORFEO Signor Domenico Turchì 


L’Azione succede patte in una Spiaggià di 
Mare presso Cartagine, e parte 
nella stessa, Città , 


La Musica di detto Ballo è ‘turta nuova compo- 
sta dal celebre Maestro/Giuseppe Capotorto Na- 
poletazo . ( 3 

Il Vestiario è tutto nuovo d’invenzione, e, di- 
rezzione del Sig. Federico Marchesi. 

Vittore delle Scene il Sig. Luigi Tasca. pe: 


ATTO PRIMO 


Spiaggia di Mare icon molte Navi Tro- 
Jane, parte armate, e parte ancor fui 
tuantî, avendo lacere le Vele, e tron- 
cate l’Antenne i la Costa è iugombrata 
di sparsi remi, e cordaggi, 


a Sinfonia esprime una tempesta , che 
a grado a grado anderà calmandosi. All 
alzar del sipario si vedono molti Trojani, 
che sopra de? pezzi di legno salvansi a ri- 
va, restando poi per istanchezza distesi 
sull’ arena . Altre navi spinte dalla tempe- 
sta, e dai venti si perdono di vista. Il 
Cielo è coperto di folte nubi, una delle 
quali aprendosi scopre Venere, ed Amo- 
re assisi sul Carro. La Dea quasi giun- 
ta sulla superficie delle onde , invoca Net- 
tuno che sorgerà di sotto del Mare nella 
sua conchiglia, scortato dai Tritoni, ed 
implora da lui la salvezza di Enea suo 
figlio, e de’ Trojani, il Dio del mare 
mosso dalle di lei preghiere , le promette 
la riconciliazione de’ Venti, e dell’onde, 
che subito calma col suo tridente, ed'î 
Tritoni suonando î loro corni, scacciono 
i foribondi venti nelle loro caverne, e 
quindi si nasconde sotto alle medesime, 
nel punto ‘che Venere nel veder ‘da' lungi 

2 il 


da 
6 


il conquassato legno di Enea, celasi di 
nuovo fra le nubi. In questo i giacenti 
Trojani riprendono l’uso de’ sensi, e \gi- 
rando intorno gli occhi; veggono Enea, 
che a sommo stento, e a forza di remi 
approda, e discende sul lido , renendo fra 
le braccia il caro Figlio illanguidito dai 
sofferti travagli, che depone sopra di un 
sasso. Passati i primi trasporti di giubilo 
per la mon da loro separata unione , per 
ordine di Enea vanno iTrojani ad esplo- 
rare qual sia l’incognita terra ove getrol- 
Ji la forza dell'onde, ed egli per dar ri- 
storo al caro Ascanio , corre ad un vici- 
no, fonte. Apresi di nuovo la Nube indi- 
cata, e scendono Venere ;, e Amore . Que- 
sti ode dalla Madre , che per salvare i suoi 
amati Trojani, e dare ad essi un valido 
soccorso nelle loro attuali sventure, fa 
d’uopo che egli prenda le sembianze di 
Ascanio, e quindi unito al Duce Trojano, 
come se fosse suo proprio Figlio lo sie- 
gue entro Cartagine ,, e col suo potere in- 
duce la Regina a divenire di lui appassio- 
nata amante . Docile Amore a materni vo- 
{eri , si affretta di togliersi d’intorno gli 
attributi della sua Deirà, e quindi assisti- 
to da lei si ricuopre con le vesti del gia- 
cente Fanciullo , che Venere trasporta al- 
trove il suo Carro, mentre che Amore 
nel vedere da lungi Enea, gectasi sul sas- 


so, ove era Ascanio, e fingendo al Za 
arrivo di ritornare în se stesso, dona, “e 
riceve da Enea i più teneri amplessi. La 
Dea si rende visibile all’eroe suo figlio , 
il quale unito al finto Ascanio se le pro- 
stra d’innanzi,. ed implora qualche soc- 
corso a loro mali. Impietosita la Dea gli 
mostra da lungi la nascente Cartagine , che 
le dense nubi avevano fino a quel punto 
nascosta ai Trojani;. gl impone di affret- 
tare colà il passo ; e prometrendogli felici 
eventi, lo cuopre ; «unito al supposto Fi- 
glio col proprio suo velo (1) che per lo- 
ro sicurezza lî renderà invisibili, nel cam- 
mino e nel punto , che essi prendono la 
via della Città; lieta la Dea fa ritorno all’ 
Olimpo . Tornano i Trojani per different 
strade, e si sorprendono di non più rive- 
dere il loro Duce. Nel punto , che con in- 
teresse lo ricercono , sono circondati da 
una folta schiera di Cartaginesi , i quali, 
veduta da lunge la loro flotta, e creden= 
doli nemici, giungono ad arrestarli 3 on- 
de in persona rendan conto di loro alla 
Regina. Si lagnano i Trojani del modo 
violento , col quale vengono trattati, ma 
trovandosi stanchi, e quasi inermi, mal 
grado loro sono costretti a seguire l'im- 
ponente schiere . 4 AT- 


(x) Con libertà convenevole , in vece della Nude, di cui 
parla Virgilio , si è immaginato il suddetto velo , onde 
Fervire alle leggi della Scend , e della Pantomima . 


"ATTO SECONDO 


Magnifico Tempio dedicato a Giunone, 
sulle di cui pareti vedonsi espressi ale 
cuni rimarchevoli avvenimenti della guet- 
ra, e rovina dî Troja . 


È nea, ed Amore avvolti nel velo , non 
veduti entrano nel rempio. Enea esîmi- 
na il vasto luogo, si sorprende, ed in- 
sieme s’intenerisce ‘nel vedere in quelle 
pareti una porzione della dolente Istoria 
de’ soi casi, e nel riconoscervi se stesso : 
nè sa comprendere come tanto lungi dal- 
la Patria sia giunta così dettagliata la fa- 
ma della di lui caduta, la cni rimembran- 
za gli trae dagli occhi le più amare la- 
crime. Si ricompone in sentite un vici- 
no strepito, e si ritira da un lato. Pre- 
ceduta dalle guardie , e da nobile corteg- 
gio giunge Didone; tutti se le prostrano 
d’innanzi : Ella dignitosamente li fa sor- 
gere, e và a sedere sul trono. Un Aral- 
do le annunzia l’arrivo de’prigionieri Tro- 
jani, che per suo ordine, scortati dalle 
puardie sono introdotti . Alla di cuì vista, 
sdegnato Enea, getta il velo, le jo ren- 
deva invisibile. e stimolato dal Nume, che 
lo accompagna , con nobile fierezza si pre- 
senta alla Regina. La di cui presenza ec- 
cita 


d 


cita ne’ circostanti. meraviglia , e stupore > 
e riempie di giubilo i T'rojani . Passata 
quindi la comune sorpresa + vuole Dido- 
ne sapere da Enea chi egli sia, d’ onde 
venga, e quale: oggetto lo guidi ne’ suoi 
Sti . Allora il generoso Eroe le fa come 
prender esser egli quell’Enea , che ricrag- 
gono le Pitture; del Tempio , e coloro , che 
o circondano gl’ infelici Compagni del suo 
infortunio ,, gettati sulla vicina spiaggia da 
‘orribile tempesta, € ciò dicendo le pre- 
sentò il creduto suo Figlio , onde implori 
da lei protezione, e ristoro da tanti sof 
ferri danni . Didone già intenerita al rac- 
conto di Enea, sentesi al sommo com- 
mossa alla vista del caro Pargoletto, ed 
un bacio, che sulla destra da lui riceve, 
le fa scorrere per le vene un’ incognito ar- 
dore 3 ma dominando se stessa, con lieto 
volto scende dal trono, assicura i Troja- 
ni della sua amicizia, promette loro pro- 
rezione , € SOCCOISO ,, ordina, che siano rac- 
colti, e riaddobbati i loro sparsi, legni, e 
che siano rendute le armi 2° valorosi stra- 
nieri, e dà, ‘e riceve. da Enea il giura- 
mento di costante, amicizia fra le due dif- 
ferenti nazioni ; quindi per festeggiare sì 
lieto giorno , sì di moto ad una Danza, 
terminata la quale avendo Enea fatto ve- 
nir dalle sue navi alcuni preziosi doni, 


4 per 


tto) 

per mano del preteso Ascanio lî presentà 
a Didone, e sono questi un ricco manto. 
ricamato da Elena , e lo Scetro ed il Dia- 
dema, che apparteneva a Priamo. Turro 
ciò viene accettato; e gradito dalla Regi 
na, ma più d'ogni altra cosa. Ella gra- 
disce colui , che que’ doni le presenta ; onde 
è che spinta da involontario moto si strin+ 
ge al seno il vago fanciullo. L’infelice non 
sa qual Nume possente, e periglioso ac- 
coglie fra le braccia, e nel punto, che a 
vicenda con Enea li porgono i più sensi- 
bili amplessi, il malizioso Amore corri- 
spondendo’ con finta innocenza, trae fur 
tivamente di sotto al manto un’acutissimo 
strale, ed entrambi ferisce .Un subitaneo 
ardore scorre loro per le vene: si puarda- 
no, sospirano , vorrebbero, ma non ‘osa- 
no parlare 3 finalmente Didone per celare 
il proprio turbamento, col pretesto di vo- 
lere viepiti onorare l'Ospite illustre , ordi- 
na per il nuovo giorno una Caccia, che 
generalmente vien gradita, Amore più di 
ogn’altro gioisce ; sicuro , che in quella ot- 
terrà. l’intiero suo trionfo. Tutti giubilan- 
ti si rititano per disporsi al nuovo diver: 
timento.. 


AT- 


RA: E T'GRREIRIA O. 


Vasta, ed antica Selva ingombra di an- 
nose quercie; fra le quali veggonsi in 
distanza alcune elevate Colline 5 una sco- 


scesa Rocca dà ingresso ad una Spe 
lonca . 


S; avanza una folta schiera di Tiri, e 
di Trojani parte sono a cavallo , armati dî 
lance, e strali, altri conducon seco una 
fila d’incatenati Cani. La bella Didone , 
Enea, ed Ascanio sieguono la ‘comitiva , 
montati anch’ essi sopra de’ superbi Destrie= 
si. La Regina dispone l’ordine della Cac- 
cia, e dividendosi in più bande ciascuno 
si conduce all’ assegnato posto. Dopo bre- 
ve silenzio odesi il suono del corno, che 
da più parti vien ripetuto, e quindi su” 
colli, e sul piano veggonsi ‘alcune Belve 
fugyendo spaventate da feroci mastinî , che 
l’inseguiscono , e da’ Cacciatori, che lan- 
cian verso di esse i loro strali. Ascanio 
prima di ogn’altro , necide un grosso cer- 
vo, per cui viene dai circostanti applau- 
dito . Ognuno si disvia per la Selva. Com- 
parisce Venere , suscita un temporale, e 
poi si ritira nella Spelonca. Il Cielo in- 
tieramente si turba, i woni, i folpori, la 
Pioggia, e la tempesta pongonò ei 
eu 


2 


12 

Teucri, ed iTiri, che vanno ‘a cercare 
ricovero ne’ più propinqui tetti. Giunze 
Enea; che ha perduto! il destriero, e doi 
po di aver dimostrato Tammatico per es 
sersi suo malgrado diviso dalla. bella Re- 
gina , non trovando altro asilo si ricovera 
nella vicina Spelonca. Tutta smarrita giun- 
ge anche Didone , e non potendo altrove 
ricovetnrsi fugge ancor essa nell’antro . Il 
supposto Ascanio, che mai dee. perderli 
di vista; finché non ne vede congiunte 
le destre , segue le loro tracce + 


LA TIR 1,9 


Interno della Spelonca, a cui si giunge 
da più intrigate via. Nell’alto , e da 
una grande apertura scorgesi. il Cielo » 
con Luna fra le Nubi. 


LCARE Enea in lontano, che sviluppan» 
dosi dal manto. lo getta al suolo , ed af- 
fannoso si aggira per il solitario luogo ti 
cercando Didone, ma non la vede. nè la 
sente, e per ultima prova dà di mano al 
suo corno di caccia, e fanno sortire una 
voce:che sembra : Didone : Si sente da lun, 
gi un: egual suono che par voglia dire: 
Enea: seguendo in due amanti la; voce 
dell'una, è dell'altro, istromento,,, al fine 
si veggono, e mnell’avvicinarsi il pudore fa 
Tè 


1 
retrocedere Didone. Umile Enea. le pa 
Jesa il suo vivo ardore; ella resiste, e lo 
fugge. Giunge Amore , la trattiene, ed ap- 
pella Venere: in suo soccorso , che si mo- 
stra conducendo per mano Imene, il qua- 
le invisibilmente girandole intorno, la ri 
scalda colla sua face ; in fine in un? espres= 
sivò pas de-deux', Enea rapisce a Didone 
il‘velo., che per costume portava sul ca- 
po, come giurato pegno di sha fede all’ 
ombra di Sicheo . Didone non potendo più 
resistere a quelle possenti Deità , che la 
circondano , lascia cadere la sua nella de- 
stra di Enea; il qual’ atto compito; giu» 
bilanti gli Dei si allontanano dalli Sposi; 
che vanno a'sedere sopra di un sasso. Sor 
te Morfeo, agita sopra di loro i suoi pw 
paveri , ed aggravando le mani sopra; le 
loro teste, immerge entrambi in un pro» 
fondissimo sonno. L'Ombra di Anchise 
apparisce in sogno al suo figlio Enea , che 
alla vista del Padre (sempre dormendo) 
corre per abbracciarlo, ma, egli si allon- 
tana da lui, rimproverandolo , per ivi rro- 
varlo in preda ad un debole amore oblian- 
do se stesso , il tenero Ascanio, e la spe- 
tanza di conquistare un altro Regno, e 
con severo ciglio gli comanda di fuggire 
un soggiorno per lui periglioso.. Vinto E- 
nea dall’ amor; che lo domina; vibrando 

un 


14 

un’ appassionato sguardo al caro oggetto 
sentesi incapace di obbedire al paterno 
comando ; ma in quel momento scende 
dal Cielo Mercurio inviato da Giove, trat- 
tiene il Trojano, lo guida ad una Selce, 
la quale colpita dal suo caduceo , scuopre 
la seguente iscrizione 

FUGGI GCARTAGO, E DIDO . 

GLORIA , CONSORTE, E STATO 

SULL’ TTALICO LIDO 

A TEPROMETTE IL FATO. 
Scosso l’Eroe Trojano dalla prodigiosa ap- 
parizione sembra, benchè dormendo , di- 
sposto alla partenza ;ma Venere ed Amo- 
re gli fanno ancor contrasto 5 finalmente 
cedono al voler di Giove, e del destino, 
e prima di partire, la Dea lascia nell’an- 
tro il vero Ascanio, che corre frale brac- 
cia pacerne ; e lo risveglia . Stupido Enea, 
gira intorno gli occhi, sembragli di vede- 
te ancora l'ombra di Anchise, il Messag- 
giero degli Dei, e l’Iscrizione ; guarda pie- 
tosamente Didone: sente ribrezzo in do- 
verla abbandonare 5 ma al fine trascinato 
dalla forza del suo destino , con eroica co- 
stanza 3 prende fra le braccia il caro Fi- 
glio, e ratto s'invola . Sorge Morfeo, agi- 
ta Didone con triste immagini, e quindi 
tenendole sul capo i suoi papaveri , la con- 
duce. presso di un Speco, ove le fa 03, 

ser 


1 
servare la Flotta Trojana, ed Enea sul 
principal naviglio , che fugge a piene vele 
dalle sponde Affricane. Disperata Didone 
corre verso di lui, in atto di trattenerlo, 
ma il Dio del Sonno l’abbandona , e la vi- 
sione sparisce . Ella si desta in punto, che 
l’antro si riempie di Tiri, i quali deso- 
lati per la sua mancanza , vengono in trac- 
cia di lei, e mentre ognuno esprime il 
proprio giubbilo in rinvenirla , e che An- 
na corre ad abbracciarla, mesta, e stupi 
da Didone si allontana da lei: guarda în- 
torno, nè vede il caro oggetto, onde af- 
fannosa ne richiede a ciascuno, non osane 
do però pronunziarne il nome . Finalmen= 
te, troppo certa della sua sventura. e pre- 
stando fede al sogno, disperata parte ve- 
locemente, per rintracciarlo. Ognuno sor- 
preso, e confuso , non sa comprendere la 
cagione di canto affanno; e per non la- 
sciarla sola in preda al suo dolore, segue 
la sua desolata Regina. 


16 
ATITO QUINTO 


Porio di Mare con Tempio di Nettuno da 
un lato, il di cui Simulacro vedesi e- 
retto nel Peristilio . Dalla opposta par- 
te si scorge la Flotta Trojana. pronta 
alla partenza. Notte + 


Pi di partire, Enea sacrifica a Net- 
tuno , onde placido il Mare conceda a'Tro- 
jani una prospera Navigazione . A tale ef- 
fetto ha fatto erigere a più del Nume un” 
alto rogo, su cui veggonsî più vittime sve- 
nare. Nel punto, che Enea fa le consue- 
te libazioni., e che i Teucri implorano la 
protezione del Dio dell’onde, tuona il Cie- 
lo a sinistra, in segno , che il sagrifizio è 
bene accolto . Giubilanti i seguaci di E- 
nea» d’ordine del medesimo si dispongo- 
no a partire. Nel punto che il Duce é in 
atto di ascendere sul suo naviglio » palli 
da, scarmigliata , affannosa , e con una Fa- 
ce in mano, si presenta l'infelice Didone, 
che in vedere l’infido pronto a fuggire, 
getta a terra la face, corre a lui, lo ar- 
resta per un braccio, gli fa i più amari 
rimproveri, reclamando da lui la data fe- 
de, ed il secreto Imeneo; Infine prostra 
ca ai suoi piedi gli fa comprendere a qual 
mi 


17 
miseria , e disonore egli la espone, se l’ab- 
bandona così crudelmente. Mosso il Tro- 
jano dall’amore,e da tante verità, sente 
vacillare It sua costanza; né reggendogli 
il cuore vedendo a’ suoi piedi la bella, e 
tenera Regina, dimenticando ‘il volere dî 
Giove, ed il proprio immutabile destino , 
già stende le braccia verso di lei per ri- 
levarla : In quel momento odesî il frago- 
re di alto mono, che lo aghiaggia di ter- 
tore, e spavento per la sua inobbedienza 
a’ voleri del Cielo , alza umile gli occhi ver- 
so il medesimo, che aprendosi solo a lui, 
mostra l Olimpo con le principali Deità. 
Giove lo rimprovera , e minacciandolo gli 
mostra da lunbvî quell’ Tralia è lui rante 
volte promossa. Giunone , che allontanar- 
lo vorrebbe da (quella, si cruccia e si/op- 
pone a’ voleri del Consorte . Il Duce Tro- 
jano , ritornando in se stesso ed insinua 
to alla partenza dalla ‘stessa sua bella Ge- 
nitrice con animo forte distaccandosi dal- 
le braccia della misera Didone, vola im- 
mediatamente alla Nave, che unita al re- 
sto della sua flotta, spinto da’ propizj ven- 
ti, tosto allontanasi dalla sponda. In que- 
sto il Porto s'ingombra di Tiri, che van- 
no in traccia della loro Regina, la quale 
desolata all'estremo, nè più ascoltando 
preci, nè consigli, monta improvisamen- 

te 


18 

te sull’ardente rogo , e mentre, chela 
flotta fuggitiva si allontana dal Porto ,in- 
vocando sù ‘di essa l’ira del Cielo, dispe- 
rata con un ferro si uccide, e si lascia 
cadere sull’ardente voragine . E? inutile o- 
mai ogni riparo, che potessero apprestar= 
le i suoi fidi seguaci. Un Quadro espri- 
«mente il commun dolore, dà termine al- 
la tragica Azione. 


BALLO SECONDO COMICO 


INTITOLATO 


LI MORTI 


FATTI SPOSI.